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Notizia 09/01/2021

Le Crociate cosmetiche


Si sa, la cosmesi vive di miti e leggende, come pure vive di demonizzazioni, spesso alimentate e fomentate dalle stesse aziende del settore.





Parabeni, siliconi, Peg, cessori di formaldeide e chi più ne ha più ne metta sono sempre al banco degli imputati, pur di cavalcare la cresta dell'onda e confondere le idee degli ignari consumatori per poi dirottarli verso quello che il marketing consiglia.



La cosa che più fa sorridere, riflettere e spesso alzare gli occhi al cielo a chi da anni lavora in questo settore è come spesso, il consumatore, dopo aver visto video e letto su internet articoli provenienti da fonti mooolto discutibili, e decide di aderire a questa o quella corrente di pensiero nel tentativo di evitare questa o quella sostanza, assuma ignaro la stessa sostanza da molte altre fonti e in quantità incredibilmente maggiori.

Un caso classico è quello della formaldeide.
Durante una lezione universitaria di chimica cosmetica un'allieva provò a mettere alle strette il professore incalzandolo sul discorso dei cessori di formaldeide; il professore (parliamo di uno dei padri della cosmesi italiana) di rimando le mostrò prima una slide con le percentuali (irrisorie) che venivano cedute dalle sostenze cosmetiche incriminate e poi fece una domanda alla studentessa:

'Lei sa quale è la fonte maggiore di formaldeide'?

La studentessa rispose di no.

'Bhè - proseguì il professore - ci è seduta sopra, ogni giorno'.

La stragrande maggioranza dei banchi, delle sedie, delle scrivanie, dei mobili, mobiletti e cucine è fatta di formica, e la formica, si sa, è un fortissimo cessore di formaldeide, tant'è che un tempo il tumore al naso da inalazione di formaldeide lo sviluppavano quasi esclusivamente due categorie lavorative: gli operai dei mobili da ufficio e chi sanificava le sale operatorie (un tempo le sale operatorie venivano sanificate con la formaldeide).

Demonizzare, a torto, una sostanza presente in concentrazioni dell'ordine dello 0,5% in un cosmetico che si applica sulla pelle, per poi prendere per via orale la stessa sostanza è un'altro paradosso frutto di queste crociate.

Il caso più eclatante è quello del dimeticone, guardato di cattivo occhio da alcune consumatrici ma che poi viene dato per via orale da tutte le mamme ai figli in fasce quando hanno le colichette intestinali. (vedi Mylicon Gas che per l'appunto è dimeticone puro).

Alle volte sono le stesse aziende chimiche che alimentano polveroni per lanciare nuove sostanze sul mercato; è il caso dei parabeni, prima demonizzati perchè in realtà erano troppo economici e garantivano bassi margini, poi quando si è capito che per alcune cose erano quasi insostituibili si è provato a riabilitarli, tant'è che oggi iniziano a ricomparire.

L'Ammoniaca nelle tinte per capelli è un altro chiaro esempio di come una sostanza tutto sommato innoqua è stata sostituita con qualcosa di gran lunga peggiore (parafenilendiammina e amminofenolo).

Bisogna inoltre ricordare che le sostanze utilizzate per l'uso cosmetico sono approvate per tipologia e percentuali dal Ministero della Salute italiana, in assoluto tra i più rigorosi al mondo per controlli e severità.

Informarsi è dunque una cosa saggia, ma altrettanto vero è che non basta leggere una rivista di arredamento per saper costruire una casa.

Dr. Luigi



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