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Notizia 18/07/2026

Laboratori Sabatel: Studi sull'ectoina applicati a produzioni cosmetiche conto terzi


Negli ultimi anni il settore cosmetico ha assistito a una vera e propria esplosione di nuovi ingredienti funzionali. Alcuni hanno avuto un successo prevalentemente mediatico, sostenuto più dal marketing che dalla letteratura scientifica; altri, invece, hanno seguito un percorso opposto, arrivando sul mercato in modo relativamente silenzioso ma supportati da un razionale biologico estremamente solido. L'Ectoina appartiene senza dubbio a questa seconda categoria.

Pur essendo ancora poco conosciuta dal grande pubblico, questa piccola molecola rappresenta oggi uno degli ingredienti più interessanti per chi si occupa di formulazione dermocosmetica avanzata. Non tanto perché prometta effetti spettacolari o risultati immediati, quanto perché introduce un modo completamente diverso di interpretare la protezione della pelle.

L'Ectoina venne identificata per la prima volta negli anni Ottanta studiando alcuni microrganismi appartenenti al genere Halomonas, batteri capaci di sopravvivere in ambienti che per la maggior parte delle forme di vita risulterebbero incompatibili con qualsiasi attività biologica. Laghi ipersalini, deserti caratterizzati da intensa radiazione ultravioletta, aree soggette a fortissime escursioni termiche e condizioni di estrema disidratazione rappresentano l'habitat naturale di questi organismi.

Per resistere a tali condizioni, questi batteri sintetizzano spontaneamente Ectoina, una molecola appartenente alla famiglia delle cosiddette extremolytes. La sua funzione non consiste nel contrastare direttamente il danno cellulare, bensì nel creare attorno alle strutture biologiche un microambiente estremamente stabile, capace di preservarne la conformazione anche in presenza di condizioni ambientali particolarmente aggressive.

È proprio questo meccanismo ad aver attirato negli ultimi anni l'interesse della ricerca dermatologica.

A differenza di numerosi ingredienti tradizionalmente classificati come idratanti, l'Ectoina non agisce semplicemente aumentando il contenuto di acqua dello strato corneo. La letteratura descrive la formazione di quello che viene definito Ectoin Hydro Complex, una particolare organizzazione delle molecole d'acqua attorno a membrane cellulari, proteine e lipidi epidermici che contribuisce a stabilizzare le strutture biologiche senza interferire con il normale metabolismo cellulare.

In altre parole, invece di fornire semplicemente acqua alla pelle, l'Ectoina sembra contribuire a creare le condizioni affinché la pelle riesca a conservarla e a gestirla in modo più efficiente.

Questo concetto è particolarmente interessante se osservato attraverso la fisiologia della barriera cutanea. Oggi sappiamo che numerose condizioni dermatologiche, dalla pelle sensibile alla xerosi, passando per il photoaging e gli stati infiammatori cronici di basso grado, condividono un denominatore comune: un progressivo deterioramento della funzione barriera.

Negli ultimi anni numerosi studi hanno evidenziato come formulazioni contenenti Ectoina possano contribuire al mantenimento dell'integrità epidermica, riducendo la perdita d'acqua transepidermica e migliorando il comfort cutaneo, soprattutto nei soggetti con pelle sensibile o sottoposta a stress ambientali continui.

Proprio il concetto di 'stress ambientale' rappresenta probabilmente l'ambito nel quale questa molecola esprime il proprio potenziale più interessante.

L'inquinamento atmosferico, la radiazione ultravioletta, il vento, gli sbalzi termici e gli ambienti climatizzati sottopongono quotidianamente la pelle a condizioni che, pur non provocando un danno immediatamente evidente, generano nel tempo un accumulo di alterazioni biologiche responsabili dell'invecchiamento cutaneo precoce. In questo contesto l'Ectoina non dovrebbe essere considerata un semplice ingrediente idratante, bensì un vero supporto alla fisiologia cellulare nei confronti degli stress ambientali.

Anche dal punto di vista formulativo l'Ectoina presenta caratteristiche particolarmente interessanti. Si integra facilmente con molti degli attivi oggi maggiormente utilizzati nella dermocosmesi scientifica, come Niacinamide, Acido Ialuronico, Pantenolo, Ceramidi, Sodium PCA e peptidi biomimetici, consentendo la progettazione di sistemi formulativi orientati al mantenimento della funzione barriera piuttosto che al semplice trattamento sintomatico della pelle.

È proprio questa impostazione ad aver attirato l'attenzione del nostro reparto Ricerca & Sviluppo.

In Laboratori Sabatel ogni nuovo ingrediente viene sottoposto a una valutazione che parte molto prima della formulazione vera e propria. Analizziamo criticamente la letteratura disponibile, il razionale biologico del meccanismo d'azione, la qualità delle evidenze cliniche, la riproducibilità dei risultati e la reale utilità dell'attivo all'interno di una formulazione cosmetica. Non ci interessa inserire un ingrediente semplicemente perché è diventato popolare. Ci interessa capire se possa realmente contribuire a migliorare la qualità scientifica di un prodotto.

Per questo motivo l'Ectoina è attualmente oggetto di valutazione all'interno dei nostri programmi di sviluppo formulativo. Stiamo conducendo studi preliminari e test di laboratorio finalizzati a verificarne il comportamento nelle diverse architetture emulsive e la sua compatibilità con alcune delle piattaforme cosmetiche sviluppate da Laboratori Sabatel per il settore conto terzi.

Qualora i risultati confermassero le aspettative emerse dalla letteratura scientifica internazionale, l'Ectoina potrebbe entrare a far parte delle future proposte formulative destinate ai marchi che si affidano a noi per lo sviluppo di prodotti skincare ad elevato contenuto tecnologico.

La cosmetica del prossimo decennio, probabilmente, non sarà caratterizzata dall'introduzione di ingredienti sempre più numerosi, ma dalla capacità di comprendere sempre meglio i meccanismi biologici della pelle e di selezionare poche molecole realmente efficaci. L'Ectoina sembra inserirsi perfettamente in questa direzione: una molecola nata per proteggere la vita negli ambienti più ostili della Terra che oggi potrebbe trovare il proprio spazio nella dermocosmesi scientifica più avanzata.




Notizia 24/06/2026

Skincare funzionale e nuovi attivi cosmetici: quattro ingredienti che stanno ridefinendo la cosmetica moderna


Negli ultimi anni il settore della cosmetica skincare sta vivendo una trasformazione profonda. Il consumatore contemporaneo non cerca più semplicemente una crema piacevole da applicare o un prodotto dalla texture elegante, ma desidera formulazioni capaci di offrire risultati concreti, ingredienti scientificamente supportati e una performance percepibile sin dalle prime applicazioni. In questo scenario, la ricerca cosmetica sta progressivamente spostando l’attenzione verso attivi altamente funzionali, spesso provenienti da settori scientifici avanzati e capaci di introdurre nuovi approcci formulativi nel trattamento della pelle.

In Laboratori Sabatel osserviamo quotidianamente questa evoluzione, selezionando ingredienti innovativi che possano coniugare efficacia, stabilità formulativa e reale beneficio cutaneo. Tra le molecole che negli ultimi anni stanno attirando maggiore interesse emergono quattro attivi estremamente promettenti: ectoina, L-carnitina, N-acetilcisteina e acido tranexamico, ciascuno caratterizzato da meccanismi d’azione molto specifici e applicazioni cosmetiche estremamente interessanti.

L’ectoina rappresenta probabilmente uno degli ingredienti più sofisticati oggi disponibili nel panorama skincare. Originariamente studiata in ambito microbiologico, questa molecola viene prodotta naturalmente da microrganismi estremofili, batteri capaci di sopravvivere in ambienti estremamente ostili come deserti salini, laghi altamente alcalini o ecosistemi caratterizzati da forte disidratazione. La straordinaria funzione biologica dell’ectoina consiste nel proteggere le cellule dall’alterazione osmotica, preservando l’equilibrio idrico interno anche nelle condizioni ambientali più aggressive. Trasferita nel mondo cosmetico, questa caratteristica si traduce in un attivo dall’elevatissima capacità idratante e protettiva. L’ectoina crea infatti una sorta di microambiente favorevole attorno alle cellule cutanee, riducendo la perdita d’acqua transepidermica e migliorando la resilienza della barriera cutanea. Il risultato è una pelle più idratata, più resistente agli stress ambientali e visibilmente più equilibrata nel tempo.

Un approccio completamente diverso riguarda invece la L-carnitina, molecola già ampiamente conosciuta in ambito nutraceutico ma sempre più interessante anche nelle formulazioni dedicate alle pelli miste e grasse. La sua funzione cosmetica è strettamente collegata al metabolismo lipidico cellulare. La L-carnitina favorisce infatti il trasporto degli acidi grassi verso i mitocondri cellulari, dove questi vengono utilizzati nei processi di produzione energetica. Applicata topicamente, questa attività si traduce in un interessante effetto di regolazione della secrezione sebacea. In altre parole, la pelle tende progressivamente a produrre meno sebo in eccesso, contribuendo a migliorare lucidità cutanea, imperfezioni e tendenza acneica. A differenza di altri ingredienti sebo-normalizzanti più aggressivi, la L-carnitina agisce in maniera fisiologica, senza alterare in modo drastico l’equilibrio della barriera epidermica.

Particolarmente interessante è poi la crescente attenzione verso la N-acetilcisteina, molecola derivata dall’amminoacido cisteina e nota in ambito farmaceutico per il suo ruolo come precursore del glutatione, uno dei più potenti sistemi antiossidanti naturalmente presenti nell’organismo. Nel settore cosmetico la N-acetilcisteina apre scenari molto promettenti proprio per la sua capacità di contrastare lo stress ossidativo cellulare. Radicali liberi, inquinamento atmosferico, raggi UV e processi infiammatori cronici rappresentano alcuni dei principali responsabili dell’invecchiamento cutaneo precoce. La N-acetilcisteina aiuta a rafforzare i meccanismi di difesa antiossidante della pelle, contribuendo a limitare danno cellulare, perdita di elasticità e alterazione delle strutture dermiche profonde. Il suo inserimento nelle formulazioni anti-aging più evolute rappresenta oggi uno dei filoni più interessanti della cosmetica funzionale contemporanea.

Un ruolo sempre più centrale nella skincare moderna appartiene infine all’acido tranexamico, ingrediente che negli ultimi anni ha completamente rivoluzionato l’approccio cosmetico al trattamento delle discromie cutanee. Originariamente sviluppato in ambito medico per applicazioni completamente diverse, l’acido tranexamico ha mostrato una notevole efficacia nella gestione dell’iperpigmentazione. La sua azione si concentra sulla modulazione dei meccanismi biochimici che portano alla sovrapproduzione di melanina, contribuendo a ridurre progressivamente macchie post-infiammatorie, melasma, discromie solari e irregolarità dell’incarnato. A differenza di altri attivi depigmentanti tradizionali, il suo meccanismo risulta spesso più delicato e meglio tollerato, rendendolo estremamente interessante per formulazioni skincare dedicate al trattamento quotidiano delle alterazioni pigmentarie.

La cosmetica moderna si sta progressivamente allontanando da formulazioni costruite esclusivamente attorno a ingredienti tradizionali. Il futuro appartiene sempre di più ad attivi intelligenti, molecole multifunzionali e ingredienti capaci di interagire con i complessi meccanismi biologici della pelle in maniera sempre più precisa e sofisticata.

È proprio questa la direzione che guida il lavoro di Laboratori Sabatel: sviluppare formulazioni nelle quali ricerca scientifica, performance reale e sensorialità convivano in equilibrio perfetto, offrendo ai brand cosmetici soluzioni moderne, innovative e realmente capaci di distinguersi in un mercato sempre più esigente e tecnicamente evoluto.




Notizia 25/03/2026

Eritrulosio & DHA - formulazioni autoabbronzanti


Ci avviciniamo alla stagione estiva e inizia il rutilante andirivieni di richieste per prodotti solari ed autoabbronzanti.

Riguardo quest'ultima categoria di prodotti si utilizzano spesso due sostanze che riescono a simulare quella che in chimica viene chiamata reazione di Maillard.

Nello specifico l'abbronzatura della pelle, in questo genere di applicazioni, non deriva dalla produzione di melanina, ma da una reazione di imbrunimento che simula la produzione di melanina e il suo conseguente colorito.

Dunque di solito per ottenere questo risultato si utilizzano due sostanze: Eritrulosio e DHA.
Il primo viene utilizzato fino al 5% (al 3% se associato al DHA).
Si preferisce l'accoppiata con il DHA, perchè da solo conferirebbe un colore troppo rossiccio, posticcio.

Il DHA invece va utilizzato fino ad un max del 5%.




Notizia 15/02/2026

Produzione cosmetici conto terzi e oli siliconici: perchè non demonizzarli.


Produzione cosmetici conto terzi e oli siliconici: perché non vanno demonizzati

Nel settore della produzione cosmetici conto terzi uno dei temi più discussi negli ultimi anni riguarda l’impiego degli oli siliconici nelle formulazioni skincare e haircare. Ingredienti come Ciclopentasiloxane e Dimeticone sono spesso al centro di un dibattito che oscilla tra posizioni fortemente critiche e valutazioni tecniche più equilibrate. In un mercato sempre più influenzato dal marketing emozionale e dal concetto di “clean beauty”, è fondamentale riportare la discussione su un piano scientifico, soprattutto quando si parla di formulazione professionale e sviluppo prodotto per brand strutturati.

Gli oli siliconici sono polimeri derivati dal silicio caratterizzati da elevata stabilità chimica e da una sostanziale inerzia biologica. Queste proprietà li rendono particolarmente interessanti nella produzione cosmetica per conto terzi, dove performance, sicurezza e riproducibilità industriale sono elementi centrali. Il Ciclopentasiloxane, ad esempio, è un silicone volatile che conferisce leggerezza e un effetto dry touch immediato, mentre il Dimeticone è un silicone non volatile con funzione filmogena e protettiva. La loro combinazione consente di ottenere texture sofisticate, stabili e altamente performanti.

Nella produzione cosmetici conto terzi di oli dry per capelli i siliconi ricoprono un ruolo tecnico strategico. L’effetto anticrespo, la scorrevolezza e la protezione della fibra capillare derivano in larga parte dalla capacità del Dimeticone di creare un film uniforme che riduce l’assorbimento dell’umidità e migliora la pettinabilità. Il Ciclopentasiloxane, evaporando rapidamente dopo l’applicazione, lascia una sensazione asciutta e leggera, evitando l’effetto grasso tipico di alcuni oli vegetali puri. Inoltre, molte formulazioni che includono siliconi offrono una migliore protezione termica nei confronti di phon e piastre, contribuendo a limitare la disidratazione e il danneggiamento meccanico del capello. Eliminare completamente questi ingredienti senza compromettere sensorialità e performance richiede spesso compromessi formulativi significativi.

Anche nella cosmesi viso i siliconi trovano applicazione in numerose categorie di prodotto. Primer leviganti, creme anti-age, sieri effetto soft focus e fondotinta a lunga tenuta sfruttano le proprietà del Dimeticone per migliorare la distribuzione del prodotto e uniformare visivamente la superficie cutanea. La sua struttura chimica lo rende poco reattivo, non sistemicamente assorbibile e generalmente ben tollerato quando utilizzato nelle concentrazioni previste dalla normativa. La percezione di occlusività che spesso accompagna questi ingredienti non coincide necessariamente con la realtà formulativa, poiché il film che si crea sulla pelle è continuo ma non impermeabile, e contribuisce anzi a ridurre la perdita d’acqua transepidermica in alcune tipologie di prodotto.

La demonizzazione dei siliconi nasce più da una narrazione commerciale che da evidenze tossicologiche consolidate. Nel contesto della produzione cosmetici conto terzi, ogni ingrediente autorizzato è sottoposto a rigorose valutazioni di sicurezza secondo il Regolamento europeo 1223/2009. Le decisioni formulative vengono prese sulla base di dati scientifici, studi di sicurezza, compatibilità con il target di riferimento e coerenza con il posizionamento del brand. Ridurre la valutazione di un ingrediente alla sola distinzione tra naturale e sintetico non rappresenta un approccio tecnico adeguato per un laboratorio che opera in ambito professionale.

Un aspetto interessante, spesso poco considerato, è che molecole appartenenti alla famiglia dei siliconi vengono utilizzate anche in ambito medico. Il simeticone, derivato del dimeticone, è impiegato per uso orale nel trattamento dei disturbi legati all’eccesso di gas intestinali ed è comunemente utilizzato anche nei neonati per le coliche gassose. La sua azione si basa sull’inerzia chimica e sulla non assorbibilità sistemica, caratteristiche che ne determinano il profilo di sicurezza. Questo dato aiuta a comprendere come la valutazione scientifica di tali molecole sia ben più articolata rispetto alla semplice etichettatura come ingrediente “da evitare”.

Nella produzione cosmetici conto terzi la scelta di utilizzare o meno siliconi non dovrebbe essere guidata da ideologie ma da obiettivi tecnici e strategici. Esistono progetti in cui una linea silicone free è perfettamente coerente con il posizionamento del brand e con le aspettative del consumatore finale. In altri casi, l’impiego controllato e consapevole di siliconi consente di ottenere stabilità formulativa, performance sensoriale e risultati funzionali difficilmente replicabili con alternative attualmente disponibili. Il valore di un laboratorio conto terzi risiede proprio nella capacità di valutare caso per caso, bilanciando innovazione, sicurezza, normativa e marketing.

In un mercato cosmetico sempre più competitivo, la credibilità passa attraverso la competenza scientifica. Gli oli siliconici come Ciclopentasiloxane e Dimeticone rappresentano strumenti formulativi con un profilo di sicurezza consolidato e con vantaggi tecnici concreti. L’evoluzione del settore non sarà determinata dalla demonizzazione degli ingredienti, ma dalla trasparenza, dalla ricerca e dalla capacità di spiegare in modo chiaro le scelte tecniche che stanno alla base di ogni prodotto sviluppato nell’ambito della produzione cosmetici conto terzi.




Notizia 29/01/2026

Produttori cosmetici italiani


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